Realizzazione di rivestimento a bugnato di finto travertino

Restauro di facciata condominiale con realizzazione di bugnato in finto travertino con tecnica tradizionale

Il travertino è una pietra robusta che ben si adatta a pavimentazioni e rivestimenti e largamente utilizzata in architettura fin dai tempi antichi, come testimonia Il Colosseo, la Piazza Vaticana del Bernini o più recentemente la Piazza del Popolo di Ascoli Piceno.

A inizio Novecento a Genova si diffonde il rivestimento “a bugnato di finto travertino” che imita il rivestimento antico ma economicamente più accessibile e quindi molto utilizzato nell’architettura residenziale. Il procedimento originale artigianale prevedeva l’uso del sale applicato a pressione per creare la tipica struttura vacuolare del travertino. Nel dopoguerra questa tecnica viene abbandonata per fare spazio a nuovi metodi che risultano più economici ma anche più fragili ed esteticamente lontani dall’originale.

La facciata del palazzo in via Montaldo  a Genova presentava un rivestimento in bugnato a finto travertino realizzato appunto con tecniche moderne, ed era ormai completamente disgregato. La committenza ha optato per una ricostruzione con la tecnica tradizionale privilegiando l’aspetto della qualità e durata nel tempo e mantenendosi in una fascia economica accessibile.

La prima fase del lavoro è stata eseguita dalla ditta edile appaltatrice dei lavori, che ha demolito l’intonaco precedente, realizzato il rinfazzo e l’arriccio con indicazioni date dalla Cre Arte per quanto riguarda la scelta dei materiali.

La Cre Arte subentra ai lavori dalla seconda fase in poi inizialmente bagnando l’intonaco fino al rifiuto per poi procedere, dopo la completa asciugatura, alla stesura di due mani di arenino (terza fase), composto da grassello di calce mescolato a sabbia fine. La stesura dev’essere ad affresco in giornata per cui bisogna calcolare la porzione di muro che s’intende lavorare in giornata per poter portare avanti tutte le fasi nella stessa giornata. Nella quarta fase si stendono 3 mani di marmorino (grassello di calce stagionato con polvere di marmo avente la stessa cromia che si intende dare alla finitura finale)

Nella quinta fase si procede all’appicazione del sale pigmentato a pressione che col tempo si scioglierà dando l’aspetto tipico del travertino. Nella sesta fase si procede con l’incisione delle cornici a imitazione delle lastree lapidee e successivamente rifinite a mano.

Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che utilizzando i materiali idonei e tecniche tradizionali si ottengono risultati strabilianti sia in termini di resa, di qualità,  durata nel tempo e naturalmente anche estetici.

Lavoro realizzato nel 2006

finto travertino